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giovedì 8 ottobre 2009

TETRALOGIA di Regiana Queiroz - dicono di noi


LA “TETRALOGIA” DI REGIANA QUEIROZ

"Regiana Queiroz è una giovane regista brasiliana trentatreenne sconosciuta ai più ma molto apprezzata nel circuito dei cortometraggi e del cosiddetto “underground”.

“L’ opinione” ha avuto la possibilità di esaminare la sua “Tetralogia”, quattro episodi da 14 minuti l’uno che in realà sono altrettanti capitoli con molti protagonisti di un discorso non interrotto, e non se ne è pentita di averlo fatto.

Si tratta di un’opera prima in cui i personaggi sono sempre spiati attraverso un riflesso con le diverse vicende intrecciate tra loro da un’unica grande contrapposizione dialettica che da sempre domina la psiche umana: la pulsione alla vita e la pulsione alla morte. Detto questo adesso una premessa: contrariamente ad altre opere cervellotiche di giovani come questa ragazza, che dichiara di fare cinema perché “come diceva Majakoskij, è la logica conclusione di tutta l’arte moderna, e un bravo regista deve avere pathos e tanta tanta paura della morte”, questi cortometraggi non spaccano i cosiddetti ma anzi sono girati con il ritmo e il piglio del cinema vero.

Non a caso spopolano sul circuito semi amatoriale di internet enei cineclub milanesi in cui sono proposti anche attraverso il social network di facebook.

Partiamo dal primo, “Billie Holiday canta per Che Guevara”. In esso sono protagoniste due coppie, apparentemente molto distanti: la prima, più giovane, composta da due ex innamorati, la seconda, più matura, da due sposi. In realtà le rispettive routine sono molto simili.
Il filo comune che lega le narrazioni parallele e incrociate è “il sogno di una donna che ama”.
Un divano bianco sulla sabbia, il vento soffia lontano frammenti di amori antichi, di amanti sepolti. Un amore annoiato, ma che sopravvive alle fiamme. Insomma un “frammento di un discorso amoroso” mai interrotto.

Il secondo episodio, che si intitola “Finito di Piangere”, narra il dolore di un padre orbato dalla sorte del giovane figlio e della conseguente ricerca di quell’universo ormai finito. Il pianto diventa meditazione e soliloquio e le prime lacrime che sgorgano davanti a un albero, un salice spoglio che dev’essere morto, colorano tutto di simbolismo.

Il vero gioiellino però è il terzo capitolo, girato con il cinismo degli operatori del porno, e che si intitola “lovers&fuckers”. Sembra un cammeo tratto da un qualche racconto di Charles Bukowski in cui, in una realtà marginale e violenta, si incontrano, anzi si scontrano, la cruda realtà di uno spacciatore, quella psicologicamente in soggezione di una prostituta tossica e la più dignitosa, ma non meno sofferente, realtà di una giovane alto borghese. In cerca di emozioni forti. Sono i “miti d’oggi”, per citare ancora Roland Barthes, e le riflessioni del cortometraggio della Queiroz impressionano sia per la loro prodondità sia per il ritmo che, come si ribadisce, non è quello di un sonnolento cineclub dove viene spacciata per avanguardia la roba noiosa e inguardabile.

Infine il quarto episodio della “tetralogia”, che si chiama “Dal coccige fino al collo”, è una vera e propria sorpresa, perché vengono ripresentati i protagonisti degli altri cortometraggi, riuniti in occasione di un funerale. Dove si capiscono alcuni particolari dei precedenti episodi rimasti molto poco delineati. “Niente nell’universo è come appare”, come diceva in una canzone anche il famigerato Franco Battiato, e in questa “Tetralogia” c’è la celebrazione di questo assunto.

Amore e morte vengono coniugati come nel noto binomio freudiano e dall’uno può nascere l’altra o viceversa. Speriamo che tra tanti finanziamenti del Fondo unico per lo spettacolo dati a raccomandati, a gente che non lo merita e a cialtroni di varia specie, qualcuno prima o poi si ricordi anche di Regiana Queiroz e le dia i soldi e il credito morale necessari per il suo primo lungometraggio. Questa giovane cresciuta nell'atelier artistico della madre a San Paolo del Brasile (e che in Italia studia alla Scuola Civica di Cinema a Milano e oggi è alla testa della casa di produzione “3boludosy1perro”, girando cortometraggi, videoclip e documentari) merita un aiuto in più di quello che si regala pronta cassa ai soliti noti. Come, tanto per fare un esempio, i tanti allievi ideologicizzati dei vari Nanni Moretti e compagnia cantante."

Dimitri Buffa
L'Opinione

venerdì 24 luglio 2009

giovedì 18 giugno 2009

Dicono di noi

La regista Regiana Queiroz protagonista dei festival internazionali dell’estate italiana

Pubblicato il 18/06/2009 | da Elena Gambaro

Tra le giovani promesse della cinematografia, Regiana Queiroz, di origine brasiliana, sbanca i festival dell’estate. I suoi corti sono stati selezionati dalle giurie di ben 3 manifestazioni: ‘Sardinia Film Festival’ (Sassari, 23 - 27 giugno), ‘CinemadaMare’ (Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia, 4 luglio - 15 agosto) e ‘Inventa un film’ (Lenola – Latina, 29 luglio - 2 agosto)

Estate impegnata e ricca di promesse per Regiana Queiroz, regista, e cineasta alla testa di 3boludosy1perro, che girerà l’Italia per presentare i suoi cortometraggi ai più prestigiosi concorsi cinematografici della Penisola: ‘Qual è il tuo film d'amore preferito?’ parteciperà alla 4a edizione del Sardinia Film Festival a Sassari dal 23 al 27 giugno; ‘Finito di piangere’ è stato selezionato per il 7° Festival Itinerante ‘CinemadaMare’, previsto tra il 4 luglio e il 15 agosto in tour in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Contemporaneamente, tra il 29 luglio e il 2 agosto, la Queiroz porterà il suo ‘Billie Holiday canta per Che Guevara’ al 12° Festival internazionale ‘Inventa un film’ di Lenola (Latina) nella sezione dedicata alla produzione italiana “Cinema che verrà…”

‘Qual è il tuo film d'amore preferito?’ è un documentario composto da una serie di frammenti di interviste a persone ‘della strada’ che rispondono alla domanda che dà il titolo al corto. Tutto è giocato sui primi piani dei vari “protagonisti”, italiani e brasiliani che, colti in un momento della loro quotidianità, si improvvisano critici cinematografici e giustificano la loro scelta dando una personale visione della parola “amore”.
Il film si chiude con la risposta della regista: una vera e propria dichiarazione d’amore verso il cinema, trasposta sullo schermo attraverso una serie di spezzoni di film “romantici” che hanno segnato la storia della ‘settima arte’.

In ‘Finito di piangere’, invece, Antonio perde prematuramente il figlio ventenne Diego, con il quale aveva un rapporto complicato e, nell’affrontare il dolore, decide di intraprendere un percorso alla riscoperta del giovane, attraverso i pochi oggetti personali che gli vengono consegnati in ospedale.
La pellicola è la seconda parte della tetralogia di cui gli altri titoli sono ‘Billie Holiday canta per Che Guevara’, ‘Lovers & Fuckers’ e ‘Dal coccige fino al collo’, entrambi in fase di postproduzione. Tutta l’opera è dedicata al tema amore&morte e nel complesso compone una sorta di mediometraggio psicanalitico, in una atmosfera onirica. “Non, insomma, un prodotto commerciale – spiega la Queiroz -. Mi ha ispirato una certa cinematografia nordeuropea”. I corti sono ambientati nella Milano odierna, nonostante la storia si ponga al di là del tempo e dello spazio.

In ‘Billie Holiday canta per Che Guevara’ due coppie alla deriva che cercano di ritrovare la strada per riprendere ciò che hanno perso: l’amore, i figli… nell’attesa di qualcosa che non arriverà mai, quasi fossero personaggi beckettiani che aspettano il loro personale Godot; è questo il nucleo centrale del film. La storia gioca sull’alternanza tra silenzio e dialogo, con quattro personaggi in crisi, legati tra loro da un filo quasi invisibile e inseriti dentro attenti colori e forme: Marisa Lentoni - Fernanda, sposata con Simone Mastrotisi -Augusto, per compensare l’assenza di un figlio nasconde nelle sue sculture di creta alcuni oggetti personali del marito, simbolizzando una fecondazione; Daniela Marigo- Carolina e Millo Manera - Enrico, invece, si sono lasciati, ma non riescono ad ammettere di essere ancora profondamente uniti.
Il titolo del film viene da un sogno di un protagonista.



I FESTIVAL

‘Sardinia Film Festival’ (23 – 27 giugno), giunto alla sua 4a edizione, è organizzato a Sassari dal Cineclub cittadino ed è una vetrina per giovani cineasti emergenti; il suo obiettivo principale è promuovere le voci più innovative del cinema contemporaneo mondiale http://www.sardiniafilmfestival.it

‘CinemadaMare’ (4 luglio – 15 agosto), ogni estate, da 7 anni a questa parte, vede più di cento filmmakers italiani e stranieri darsi appuntamento in riva al Mediterraneo per studiare cinema, partecipare a seminari, scambiarsi opinioni, incontrare grandi personalità della cinematografia e girare film insieme. I registi viaggiano lungo le varie tappe del tour: Bari, Matera, San Potito, Reggio Calabria, Acireale, San Severino Lucano, Marina di Nova Siri. http://www.cinemadamare.it


‘Inventa un film’ (29 luglio – 2 agosto) si tiene da 12 anni a Lenola, in provincia di Latina.
Il tema su cui si incentrano le produzioni che partecipano al concorso varia di anno in anno. Quest’anno al centro della kermesse sono i “Sogni” e l’ispirazione al mondo freudiano. http://www.inventaunfilm.it



REGIANA QUEIROZ – PROFILO

32 anni, brasiliana di San Paolo, Sagittario con ascendente Pesci, si laurea in Giurisprudenza, studia Psicopatologia, poi viene in Italia per amore. Cresciuta nell'atelier artistico della madre a San Paolo del Brasile, subito questa nostra società dello spettacolo la galvanizza. Si iscrive alla Scuola Civica di Cinema a Milano e oggi, alla testa della casa di produzione 3boludosy1perro, gira cortometraggi, videoclip e documentari. Da segnalare fra le sue opere:
• il cortometraggio ‘Irremovibile’, finalista al festival Respiri(ti) nella sezione Lievi Respiri (Como, maggio 08) e in luglio 2008 al Salon des Refusés di Milano Film Festival, lo spazio autogestito dai registi non finalisti, con proiezione pubblica al Parco Sempione.
• il videoclip della canzone ‘Ogni mio respiro’ del gruppo I Noja prodotta, arrangiata e mixata da Alessandro Ghassemi in arte Mr Gaz O’line e Giorgio Baù, testi di Millo Manera, voci Manera e Sara Baietti
• l’intervista documentario Progetto Paskaran
• il corto ‘Billie Holliday canta per Che Guevara’, prima parte di una tetralogia, di cui gli altri titoli sono “Finito di piangere”, “Lovers & Fuckers” e “Dal coccige fino al collo”

Dichiara Regiana Queiroz: “Io faccio cinema perché il cinema per me è come diceva Majakoskij, la logica conclusione di tutta l’arte moderna. Un bravo regista deve avere pathos e tanta tanta paura della morte! Attualmente mi ispirano il russo Zvyagintsev, lo spagnolo Julio Medem e il messicano Alessandro Gonzales Inarritu”. http://3boludos.blogspot.com e http://www.3boludos.com


CREDITS

‘Qual è il tuo film d'amore preferito?’
Italia, 2008, 16’ 22'', Mini DV; PAL 4:3, 1.78:1, colore, audio 2.0
Un film di Regiana Queiroz

‘Billie Holiday canta per Che Guevara’
Italia, 2008, 14’50’’, Mini DV, 4:3, colore, audio 2.0
Scritto e diretto da: Regiana Queiroz; Prodotto da: Regiana Queiroz, Francesco Luciano, Francesca Pagani; Attori: Marisa Lentoni - Fernanda, Simone Mastrotisi - Augusto, Daniela Marigo - Carolina, Camillo Manera - Enrico, Vladimir Bourdeau de Fontenay - Pierre; Direttore della fotografia: Francesco Collinelli; Assistente alla fotografia: Manuel Muccio; Musiche, doppiaggio e sound design: Carlos Zarattini; Montaggio: Natalia Kouneli e Regiana Queiroz;
Effetti speciali: Bonsai Ninja; I unità- Aiuto Regia: Silvia Fontanini; Segretaria di edizione: Francesca Pagani; Operatore di ripresa: Francesco Luciano; Assistente operatore: Viola Formenti;Fonici di presa diretta: Flavio Marini e Francesco Giliberti; Truccatrice: Francesca Galafassi; Costumista: Priscilla Venturacci; Scenografia atelier Fernanda: Valentina Sutti; Scultrice: Sara Quattrino; Fotografia di scena: Francesca Galafassi; II unità- Aiuto regia: Valentina Sutti; Segretarie di edizione: Francesca Pagani e Viola Vatrini;Operatori di ripresa: Francesco Luciano e Francesco Segrè;Assistente operatore: Pietro Bartesaghi; Fonico di presa diretta: Francesco Giliberti;Truccatrici: Alessandra Sarrocco e Francesca Galafassi; Costumista: Priscilla Venturacci; Fotografia di scena: Koen Verlinden e Valentina Sutti; Backstage: Viola Formenti, Natalia Kouneli e Regiana Queiroz

‘Finito di Piangere’
Italia, 2008, 10’, Mini DV, 4:3, colore, audio 2.0
Scritto e diretto da Regiana Queiroz; Prodotto da Regiana Queiroz, Francesca Pagani e Francesco Luciano; con Vincenzo Delle Donne; Fotografia: Manuel Muccio e Valentina Sutti; Musiche e sound design: Carlos Zarattini; Montaggio: Regiana Queiroz


Autore della pubblicazione:

martedì 5 maggio 2009

Giochi di specchi

“Gli elementi costanti che pervadano lo sguardo di Regiana Queiroz verso la realtà sono: Dove sta la verità? Dove si localizza il fato?

Situazioni, personaggi e noi spettatori non siamo coinvolti da immagini che ripresentano il concreto perché lei si appropria della natura dell’immagine e ci porta in un’altra dimensione, dove fuggono tutte le certezze.

Percorriamo le sue storie cercando un punto fermo che ci localizzi, e in questa ricerca troviamo i personaggi cercando la nostra localizzazione come spettatori-personaggi.

E questo è il gioco del cinema.”

(Amaury da Costa Brito)

martedì 16 settembre 2008

Dicono di noi a Milano

"Il cortometraggio IRREMOVIBILE della regista Regiana Queiroz è stato selezionato per la sezione ‘fuori concorso’ al Salon des Refusés di Milano Film Festival, lo spazio autogestito, pensato per chi è curioso di sbirciare oltre il concorso.

La proiezione sarà il giorno giovedì 18 settembre dalle ore 22.00 nella Piazza del Cannone all'interno del Parco Sempione, davanti al Castello Sforzesco.

Regiana Queiroz, ha 30 anni, è brasiliana di San Paolo e vive a Milano. Ha debuttato proprio con IRREMOVIBILE all’edizione 2008 del Respiri(ti) Festival di Como, nella sezione Lievi Respiri. IRREMOVIBILE si ispira a una storia vera e vuole essere una testimonianza sulla realtà della malattia mentale e dei ‘mali dell’anima’. Si tratta infatti della storia di Luca, un giovane psicotico affetto da schizofrenia paranoica somatica e refrattaria, convinto che un topo gli sia entrato nel cervello e gli divori tutti i suoi ricordi. L’attore milanese Camillo Manera, 21 anni, conferisce al personaggio uno spessore drammatico ricco di sfumature e riesce a utilizzare la brevità del racconto per far esplodere un finale a sorpresa che strappa un riso amaro. 

IRREMOVIBILE-credits
Italia, 2008, 6’ 44’’, Mini DV, 4:3, colore, Dolby Digital 5.1
Genere: drammatico
Regia e sceneggiatura: Regiana Queiroz
Produttori: Lorenzo Villa, Regiana Queiroz, Alessandro Davoli
Cast: Camillo Manera, Vincenzo Delle Donne e Francesco Lanza
Direttore della fotografia: Francesco Luciano
Assistente di produzione: Francesca Pagani
Riprese: Francesco Luciano e Pietro Bartesaghi
Fonico e tecnico luci: Pietro Bartesaghi
Assistenti alla regia: Alessandro Davoli e Gianluca Bazzon
Segretaria di edizione: Francesca Pagani
Doppiaggio e sound design: Carlos Zarattini
Montaggio: Natalia Kouneli
Costumi e trucco: Priscilla Venturacci
Backstage riprese: Gianluca Bazzon
Backstage montaggio: Regiana Queiroz"

Milano, 15/09/2008
Elena Gambaro
Areté Comunicazione
informazione.it - comunicati stampa

domenica 7 settembre 2008

dicono di noi in Brasile

"Documentário Viagem a Mondragón no YouTube
postado em 09 de abril de 2008 

Concebido, produzido e dirigido por David Calderoni, com participação de nossos cooperados Cris Andrada e Egeu Esteves, o documentário trata das "justas tramas" que os trabalhadores armam para escapar do jugo capitalista e construir uma economia solidária.

O nome é alusivo ao mais importante conglomerado industrial cooperativo, localizado em Mondragón - no País Basco. Símbolo internacional da autogestão cooperativa dos meios de produção, distribuição, crédito e pesquisa pelos trabalhadores, Mondragón representa aqui o ideal realizado, ainda que - quiçá para muitos - distante de utópicas metas.

"Viajam a Mondragón" aqueles que sonham com um mundo sem patrões ou empregados, em que não seja necessário, para um trabalhador, sobreviver ao trabalho, dia após dia.

Em sonho ou realidade para lá também vão aqueles que não medem esforços para realizar pequenas transformações cotidianas que possibilitem aos trabalhadores a segurança do direito ao trabalho, necessário para "vôos mais altos", em que possam "ver mais amplo" e "ver mais longe".

Uma 1ª versão finalizada, em edição de 10 min. referente à primeira parte do documentário - uma conversa de 19 de maio de 2007 entre David Calderoni, Paul Singer e Cris Andrada, editada na Itália por Regiana Queiroz - está disponível para visualização no You Tube. 
Quem quiser assistir a síntese dessa conversa que mostra um outro mundo acontecendo, é só clicar em 1ª parte. "

fonte: Verso

martedì 24 giugno 2008

La regista Regiana Queiroz

Milano, giovedì 26 giugno, ore 21, Teatro Ariberto, via Daniele Crespi, 9. “Un buon regista deve avere paura della morte”

Regiana Queiroz, 32 anni, brasiliana di San Paolo, sagittario con ascendente Pesci, si laurea in Giurisprudenza, studia psicopatologia poi viene in Italia per amore. Cresciuta nell'atelier artistico di sua madre, subito questa nostra società dello spettacolo la galvanizza. Si iscrive alla Scuola Civica di Cinema a Milano e oggi, alla testa della casa di produzione 3boludosy1perro, gira cortometraggi, videoclip e documentari. 
Da segnalare fra le sue opere: il cortometraggio ‘Irremovibile’, finalista al festival Respiri(ti) nella sezione Lievi Respiri (Como, maggio 08), il videoclip della canzone ‘Ogni mio respiro’ del gruppo I Noja prodotta, arrangiata e mixata da Alessandro Ghassemi in arte Mr Gaz O’line e Giorgio Baù e (testi di Camillo Manera, voci Manera e Sara Baietti), l’intervista documentario Progetto Paskaran, e il corto ‘Billie Holliday canta per Che Guevara’, prima parte di una trilogia.
Dichiara Regiana Queiroz: “Io faccio cinema perché il cinema per me è come diceva Majakoskij, la logica conclusione di tutta l’arte moderna. Un bravo regista deve avere pathos e tanta tanta paura della morte. Attualmente mi ispirano il russo Andrey Zvyagintsev, lo spagnolo Julio Medem e Il messicano Alessandro Gonzales Inarritu”. 

per Emanuela Surbone

recensione Billie Holiday canta per Che Guevara

"In generale è chiaro il salto di qualità soprattutto per quanto riguarda la direzione degli attori ma anche la recitazione stessa. La camera è usata con intelligenza, soprattutto in certi primi piani. E' abbastanza evidente la difficoltà della comunicazione all'interno delle coppie, che, da una parte è assente e frigida, dall'altra è esasperata e spesso non sincera o seduttiva. Ne esce una difficoltà a stare con l'altro che però nasconde un profondo desiderio di farcela; L'amore c'è ma è contraffatto talvolta dalla noia talvolta dal sogno, che poi coincidono in quanto l'uno e' desiderio di evasione dalla realtà (morte) e l'altro è l'evasione stessa.. I colori sono azzecatissimi nel loro alternarsi a seconda della situazione. Qualche dubbio sul significato ultimo dell'opera. voto: 7,5"

 per Gianluca Bazzon

giovedì 19 giugno 2008

3boludos - dicono di noi

"L’evento è la prima tappa per la realizzazione di uno spazio fisico e di un Festival della creatività a Milano che dia voce, luogo e riconoscimento alla creatività dei giovani, tra la scuola e il mondo della professione, che oggi si esprimono in infiniti rivoli sul web, in un mondo parallelo alla società reale, al suo pubblico e alle sue istituzioni. Si potranno vedere nel parterre design, sculture, dipinti e disegni e l’intervista documentario ‘Progetto Paskaran’ di Regiana Queiroz.
Dalle 21, in sala, prima del videoclip ‘Il viaggio’, di Antonio Bocola e Paolo Vari (i due di Fame chimica), di e con 12 giovani detenute del carcere Beccaria, e con la partecipazione di Camilla Raznovich, Ambra Angiolini, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu delle Iene, e don Rigoldi.
Prioiezione del cortometraggio di Regiana Queiroz, ‘Irremovibile’, finalista al festival Respiri(ti) nella sezione Lievi Respiri (Como, maggio 08), con il giovane attore emergente Camillo Manera.
Proiezione del videoclip ‘Ogni mio respiro’ della canzone del gruppo I Noja prodotta, arrangiata e mixata da Alessandro Ghassemi in arte Mr Gaz O’line e Giorgio Baù (testi di Manera, voci Manera e Sara Baietti), e di ‘Billie Holliday canta per Che Guevara’, prima parte di una trilogia.

Intervengono gli autori e:
Enzo Papetti, docente allo IULM, Laboratorio progettazione e produzione radiotelevisiva
Andrea Bellavita, docente di strumenti e linguaggi di comunicazione Uni Cattolica,
Frieda Brioschi, fondatrice dell'associazione Wikimedia Italia ed 'evangelista' di Ovo, 
Giuseppe Vaciago, presidente di Suonisonori, la onlus che ha sostenuto il progetto de ‘Il viaggio’,
Luca Bauccio, ideatore di YouReporter.it,
Roberto Bonino, critico cinematografico Il Sole 24 Ore e direttore della newsletter web ‘Luci della città’,
Gianni Rizzi, sociologo (Lexis Ricerche).
E con Luigi Pagano, Direttore carceri Lombardia.


Milano, giovedì 26 giugno, ore 21, Sala Ariberto, via Daniele Crespi, 9"

per Emanuela Surbone

lunedì 12 maggio 2008

IRREMOVIBILE - dicono di noi

Irremovibile a Respiri(ti) Festival 2008, Como

Pubblicato il 09/05/2008 | da Ilaria Conti

Da non perdere l’opera prima sul dramma della malattia mentale IRREMOVIBILE Protagonista la giovane promessa Camillo Manera Il corto della regista Regiana Queiroz è in programma sabato 10 maggio ore 16.00. Como, Cinema Gloria, via Varesina 72

All’edizione 2008 del Respiri(ti) Festival debutta nella sezione Lievi Respiri la trentenne regista brasiliana Regiana Queiroz col cortometraggio dal
titolo “Irremovibile”. Protagonista nei panni di Luca, un giovane psicotico, l’attore milanese Camillo Manera, 21 anni, talento da vendere!
Luca è affetto da schizzofrenia paranoica somatica e refrattaria ed è convinto che un topo gli sia entrato nel cervello e gli divori tutti i suoi ricordi. L’interpretazione di Manera confrisce al personaggio uno spessore drammatico
ricco di sfumature e riesce a utilizzare la brevità del racconto per far esplodere un finale a sorpresa che strappa un riso amaro.
Commenta Regiana Queiroz: “Il titolo ‘Irremovibile’ mi è sembrato perfetto per condensare in una sola parola lo stato mentale di Luca. Il corto si ispira a una storia vera e vuole essere una testimonianza per non dimenticare la realtà della malattia mentale e dei “mali dell’anima”.